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lunedì 2 settembre 2013

Corsa degli scalzi. San Salvatore

Qualche anno fa, precisamente nel 2011, vi avevo mostrato una festa a me molto cara.
Molte di voi attraverso quelle foto erano riuscite a capire quanto fossi legata a questa festa.
Se vi siete perse gli articoli di cui parlo vi consiglio di leggerli; li trovate qui e qui.
La scorsa volta purtroppo non ero riuscita a fotografare il ritorno del Santo dal villaggio di San Salvatore a Cabras, il mio paese. Ho deciso di colmare questa lacuna mostrandovi quelle che ho fatto tra sabato mattina e ieri pomeriggio.
 La processione del sabato mattina all'arrivo nel villaggio di San Salvatore.
I garofani che mi ha regalato mio marito dopo la corsa. 
Per vedere la corsa da un altro punto di vista qualcuno ha deciso di prendere una piccola barca a vela e guardarla dalle acque dello stagno!
Per vedere meglio il ritorno poi ho deciso di prendere la mia amata bicicletta e andare, da sola, fuori dal paese ovviamente lungo il tragitto che percorrono is Curridoris (coloro che corrono).
Lungo le rive dello stagno, ho pensato, deve essere suggestivo. E così è stato, tutto molto bello e emozionante. C'era un bel silenzio e non il chiasso che si sente lungo le vie del paese (è una festa ormai molto frequentata).
Se volete vedere meglio cliccateci su!
All'arrivo in paese inizia una processione che porta il simulacro del Santo verso la chiesa di S.Maria Assunta, accolti da centinaia (se non migliaia) di persone.
L'arrivo in chiesa coincide con l'ora del tramonto. E non potevo non fermarmi ad ammirare!
Spero che questo nuovo viaggio in questa festa vi sia piaciuto.
Buon settembre e buon inizio settimana!

martedì 6 settembre 2011

Corsa degli scalzi (Part. II)

Eccoci qua con la seconda carrellata di foto della festa di San Salvatore.
Arrivati e rifocillati ai corridori vengono consegnati (da parte dell'organizzazione) dei garofani che, per tradizione vengono a loro volta regalati alle donne (fidanzate, mogli, mamme..).
Ovviamente non me li tengo tutti, ogni anno ne conservo solo uno che faccio seccare. Lo stesso giorno di San Salvatore il vecchio garofano in camera mia viene sostituito dal nuovo; gli altri stanno in una scatolina.. mamma come sono maniacale..
Il pomeriggio viene celebrata l'ultima novena della festa. Le signore delle case per l'occasione appendono i quadri delle stazioni della via crucis.
Intanto le signore più anziane attendono il rientro della via crucis nella chiesetta.
La sera si fa una grande festa (tranne quest'anno che di grande c'è stata solo la pioggia) e il pomeriggio successivo i corridori si incontrano tutti al villaggio per portare nuovamente (di corsa of course) il Santo nella chiesa del mio paese, dove starà fino all'anno successivo. Durante il rientro non ho scattato praticamente nessuna foto. C'era una fiumana di gente tale che anche il più temerario dei fotografi si scoraggerebbe..
Però guardate un pò che bel tramonto c'era; con il riflesso dei raggi nella laguna poi..
Ovviamente anche le donne partecipano a loro modo a questa tradizione. E se il Santo non possono portarlo di corsa assieme agli uomini, ci si unisce tutte per portare sempre a piedi nudi un piccolo San Salvatore (Santu Srabadoeddu). Tutte si vestono con i costumi tradizionali sardi (chi più e chi meno elaborati) e quest'anno sono atata piacevolmente sorpresa nel vedere tante donne, tante ragazze e bambine vestite in costume a rendere omaggio al Santo (o a una tradizione). 
Vi state domandando se io c'ero. No, l'ho fatto da ragazzina per qualche anno, ora non ce la farei. Ma non si tratta di chilometri, è l'abito tradizionale che fa un caldo pazzesco e non lo sopporto proprio.. inoltre non ho nemmeno quello spirito cattolico che mi spinge a parteciparvi..
Spero che questo argomento folkloristico non vi abbia annoiato.
A domani ragazze e grazie per i commenti dell'altro post..

lunedì 5 settembre 2011

La corsa degli scalzi (Part. I)

Per la prima volta (che mi ricordi) decido di dividere in 2 parti un post.
Ho scattato veramente tante foto e non vi voglio tediare con un articolo chilometrico che annoierebbe il più temerario dei lettori.

Questo è il post speciale di cui vi parlavo ieri.
La corsa degli scalzi si compie all'interno dei festeggiamenti in onore di San Salvatore, e si festeggia proprio nel mio paese.
Si festeggia ogni anno il primo sabato e domenica di settembre, e così si fa da secoli.
La festa ha un sapore antico in tutto e per tutto, dalla location ai festeggiamenti religiosi e si respira un'aria da 'volemose bene'.
San Salvatore è un piccolo villaggio distante dal mio paese circa 6 chilometri. Ci sono una manciata di casette che si animano esclusivamente nelle 2 settimane precedenti la festa. Il resto dell'anno è proprio un villaggio fantasma.
Interno della chiesa a San Salvatore.
Il sabato la giornata inizia presto. Ancor prima dell'alba circa 800 uomini (ma anche ragazzi e bambini) scalzi e di bianco vestiti si recano alla chiesa del mio paese dove si trova il simulacro del Santo.
Dopo la messa tutti si mettono in ordine e si dirigono, prima in processione poi letteralmente di corsa, verso il villaggio di San Salvatore portando sulle spalle la teca col Santo e una grande bandiera rossa al grido di 'evviva Santu Srabadoi!'.
Gli scalzi diretti a San Salvatore.
Arrivati a destinazione c'è tanta emozione e commozione sia da parte dei "corridori" che da parte degli astanti accompagnato da un gran senso di unità. Dopo una piccola processione il simulacro viene portato all'interno della chiesetta accompagnato da canti religiosi in sardo "Is coggius".
 
Per chi nasce in questo paese è normale sentire questa festa e si attende il suo arrivo con emozione e ansia.

Come prosegue la festa? Rimanete sitonizzati, domani pubblicherò la seconda parte!

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